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Differenze inventariali: cosa sono e come si spiegano

Le differenze inventariali sono lo scarto fra quello che il sistema dice di avere e quello che conti sugli scaffali. Come si calcolano, da dove nascono e come si spiegano prima di rettificarle.

di Danilo Puglisi4 min di lettura

In questo articolo
  1. Cosa sono le differenze inventariali?
  2. Come si calcola la differenza inventariale?
  3. Quanto sono grandi, in media, in Italia?
  4. Da dove nascono?
  5. Come si spiega una differenza prima di rettificarla?
  6. Dove si sbaglia?
  7. Cosa fare domani

Hai contato lo scaffale e il sistema dice un altro numero: di quale ti fidi? Le differenze inventariali sono lo scarto fra la giacenza che risulta in contabilità e quella che trovi davvero in negozio o in magazzino quando conti. Per la prassi fiscale sono « gli scostamenti tra le giacenze risultanti dalla contabilità e quelle effettivamente presenti in magazzino ». Una differenza non è ancora un furto e non è ancora un errore: è un numero che chiede una spiegazione. Questo articolo mostra come si calcola e in che ordine si cercano le cause.

Cosa sono le differenze inventariali?

Sono il risultato di un confronto: da una parte il dato del sistema (ciò che dovresti avere, secondo carichi, scarichi e vendite registrati), dall'altra il conteggio fisico. Se il sistema dice 124 confezioni e ne conti 118, hai una differenza negativa di 6. Se ne conti 130, è positiva di 6.

Tutte e due contano. Una differenza positiva non è una buona notizia: vuol dire che qualcosa è entrato o è stato venduto senza essere registrato bene.

Come si calcola la differenza inventariale?

Il calcolo è semplice, il lavoro è tutto prima e dopo.

  1. In pezzi: giacenza contata meno giacenza di sistema. Il segno dice la direzione.
  2. In valore: differenza in pezzi per il costo d'acquisto dell'articolo. Si sommano tutti gli articoli, tenendo separate le differenze negative e quelle positive: sommarle subito le fa compensare e nasconde i problemi.
  3. In percentuale: valore della differenza diviso fatturato dello stesso periodo. È il modo in cui le misurano gli studi di settore, ed è quello che permette di confrontare un negozio con un altro e un anno con l'altro.

Esempio inventato, per vedere i passaggi. Un negozio ha un fatturato annuo di 4.000.000 di euro. All'inventario il valore delle differenze negative, a costo, è 52.000 euro; quello delle positive è 9.000 euro. La differenza netta è di 43.000 euro, l'1,08% del fatturato. Ma guardare solo il netto nasconde che il negozio ha 61.000 euro di articoli sbagliati nei due sensi: è su quelli che si lavora.

Quanto sono grandi, in media, in Italia?

Lo studio « La Sicurezza nel Retail in Italia 2023 », di Crime&tech (spin-off di Transcrime-Università Cattolica), riporta che nel 2022 le differenze inventariali hanno raggiunto in media l'1,38% del fatturato annuo, circa 4,6 miliardi di euro. Il campione sono i security manager di 40 gruppi aziendali, per oltre 10.300 punti vendita.

È una media del retail italiano nel 2022, non un obiettivo né un limite per il tuo negozio: dipende dal reparto, dall'assortimento, dalla quantità di freschi e di articoli piccoli e costosi. Serve come ordine di grandezza, non come voto.

Da dove nascono?

La stessa ricerca dice una cosa che conviene tenere a mente: il 48% delle differenze inventariali è di natura sconosciuta. Tra quelle con causa nota, la più frequente è il furto esterno, seguita da furti interni, scarti e rotture, errori amministrativi e contabili e frodi dei fornitori.

Anche la circolare 31/E del 2006 dell'Agenzia delle Entrate elenca cause che con il furto non c'entrano: cali fisici o di lavorazione delle merci ed errori nell'uso dei codici al carico e allo scarico. Precisa che queste differenze non sono necessariamente segno di evasione e possono formarsi in modo fisiologico. Per un controllo fiscale, la stessa circolare chiede di guardare come le differenze si sono formate e il loro andamento nell'ultimo triennio, non il numero di un anno solo.

Per chi gestisce un negozio, la lezione è la stessa: se una parte così grande delle differenze resta senza causa nota, la prima cosa da migliorare è la capacità di spiegarle.

Come si spiega una differenza prima di rettificarla?

Rettificare vuol dire allineare il sistema al conteggio: è l'ultimo passo, non il primo. Prima, in quest'ordine:

DomandaCosa guardiProva da raccogliere
Ho contato bene?Ricontrollo dell'articolo, con un secondo contatoreSecondo conteggio firmato
L'unità è quella giusta?Colli, pezzi, confezioni, pedane: la stessa unità nel sistema e sullo scaffaleAnagrafica dell'articolo e foto della confezione
È nello stesso articolo, ma con un altro codice?Varianti, formati, codici a barre doppiElenco articoli simili nello stesso reparto
È in un altro posto?Retro, banchina, scaffali di altri reparti, resi non rientratiGiro di ricerca con orario e firma
Il ricevimento è registrato giusto?Bolle con riserva, consegne parziali, carichi non confermatiCopia del DDT e della riserva (vedi ricevimento merci)
È un articolo a scadenza?Scarti e distruzioni non registratiRegistro scarti (vedi FIFO e FEFO)

Solo quando le righe non spiegano nulla, la differenza resta tale e si rettifica, scrivendo che causa non è stata trovata. Quella nota vale: dopo un anno, mostra quali articoli tornano.

Dove si sbaglia?

  • Rettificare subito. Il sistema torna a posto, ma l'errore che l'ha prodotto resta e si ripete.
  • Sommare positivi e negativi. Le differenze si compensano sulla carta e restano tutte sullo scaffale.
  • Guardare solo il totale. Il totale dice che c'è un problema, non dove: serve l'elenco per reparto e per articolo.
  • Confrontare un solo anno. Un trend su più inventari dice più di una cifra isolata, come ricorda la stessa circolare.
  • Cercare solo il furto. Con tante differenze senza causa nota, partire da un colpevole è un azzardo.

Cosa fare domani

Prendi l'ultimo inventario e scegli i dieci articoli con la differenza più grande in valore. Per ciascuno compila la tabella qui sopra e scrivi la causa trovata o « non trovata ». Se l'inventario lo prepari adesso, la checklist di fine anno dice cosa fare prima del conteggio, e la scelta fra inventario rotativo e ciclico decide quanto spesso rivedrai questi dieci articoli.

Quanti dei tuoi dieci riesci a spiegare?

Fonti

  1. Il Resto del Carlino — Supermercati, la piaga dei furti (30/11/2023), sullo studio « La Sicurezza nel Retail in Italia 2023 » di Crime&tech
  2. ECNews — Differenze inventariali e presunzioni di cessione ed acquisto (circolare 31/E/2006)

Scritto con l'assistenza dell'AI, rivisto e approvato da Danilo Puglisi il 4 novembre 2026. Come nascono questi articoli.

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