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Corsia

Turni a due velocità: le domeniche lavorative solo ai giovani

Storici con turni protetti, giovani su chiusure e weekend: un negozio a due velocità rimesso in equilibrio senza toccare i contratti, con colloqui uno a uno e una mappa dei turni scomodi.

di Danilo Puglisi5 min di lettura

Una fila di casse vuote in un supermercato
Foto di repertorio: ExcelsiorGama, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
In questo articolo
  1. Un negozio a due velocità
  2. Dove si vede il carico, prima che qualcuno se ne vada
  3. Cosa non si poteva fare
  4. I colloqui uno a uno
  5. Si possono chiedere domeniche lavorative in più a chi ha un tetto?
  6. Cosa cambia se il negozio è piccolo
  7. Cosa fare questa settimana

Negozio a due velocità vuol dire questo: chiusure, weekend e domeniche lavorative sempre sulle stesse persone, mentre altre hanno orari protetti dal contratto. L'ho vissuto in un supermercato che dirigevo: i dipendenti storici avevano turni fissi e un tetto alle domeniche, i giovani coprivano tutto il resto. Quando il peso finisce sempre dalla stessa parte, la soluzione non passa dai contratti, che spesso non si possono toccare. Passa da colloqui individuali con chi ha i turni protetti: dire con franchezza come stanno i colleghi e chiedere un aiuto volontario su poche date precise. Qui trovi com'è andata, cosa si può ricavare e una mappa per vedere il problema prima che qualcuno si dimetta.

Un negozio a due velocità

I dipendenti storici erano arrivati con un'acquisizione e si erano portati dietro diritti congelati: turni fissi, un numero massimo di domeniche all'anno, uscita entro le 20:30 in un negozio che chiudeva alle 21.

Erano diritti legittimi, e non erano in discussione. Ma qualcuno doveva pur chiudere il negozio ogni sera, e qualcuno doveva coprire i sabati, le domeniche e i festivi. Quel qualcuno erano sempre i giovani, assunti con contratti flessibili.

Il risultato era un negozio che andava a due velocità. Da una parte chi aveva orari prevedibili. Dall'altra chi non sapeva mai quando avrebbe avuto un weekend libero, e che in quel periodo era vicino al limite.

Dove si vede il carico, prima che qualcuno se ne vada

Un problema così non si vede guardando il turno di una settimana: ogni settimana, presa da sola, sembra in regola. Si vede contando, persona per persona, i turni scomodi di un mese intero.

Esempio inventato, per un negozio aperto tutti i giorni con chiusura alle 21: in quattro settimane ci sono 28 chiusure, 4 sabati e 4 domeniche da coprire. Supponiamo tre storici con uscita entro le 20:30 e un tetto alle domeniche già raggiunto, e quattro giovani con contratti flessibili.

ChiChiusure alle 21SabatiDomeniche
Storico A020
Storico B020
Storico C020
Giovane D743
Giovane E743
Giovane F733
Giovane G733

Ogni giovane chiude il negozio sette volte in un mese e lavora tre domeniche su quattro. Nessuna regola è violata, eppure il peso è tutto da una parte.

Ora supponiamo che ognuno dei tre storici accetti, volontariamente, due chiusure al mese. Le chiusure dei giovani scendono da 28 a 22, cioè da sette a cinque o sei a testa. Non è una rivoluzione: è una sera e mezza in più al mese per ciascuno, ottenuta senza toccare un contratto. Per questo la mappa serve: trasforma una sensazione (« i ragazzi sono stanchi ») in un numero da portare al colloquio.

Cosa non si poteva fare

Davanti a una squadra divisa così viene spontaneo cercare una soluzione dall'alto: rivedere gli accordi, imporre una rotazione uguale per tutti. Lì non era possibile. I contratti dei veterani restavano quelli, e nessuno poteva obbligarli a fare un turno che il loro contratto escludeva.

L'altra tentazione è lasciar correre, perché formalmente il negozio era in ordine. Ma una squadra in cui una parte delle persone porta tutto il peso dei weekend non resta in ordine a lungo: chi è vicino al limite prima o poi smette di esserlo, in un modo o nell'altro.

I colloqui uno a uno

Ho scelto un'altra strada: colloqui individuali con ciascuno dei dipendenti storici. Una conversazione a due, non una riunione: davanti al gruppo è più facile difendere la propria posizione che ascoltare quella degli altri.

In quei colloqui ho fatto due cose. La prima: ho condiviso la stanchezza dei colleghi più giovani. I veterani non avevano colpe: avevano un contratto. La seconda: ho chiesto un aiuto volontario su alcuni festivi e alcune chiusure, non un cambio di orario permanente.

Molti hanno accettato, e il clima del negozio è cambiato. La lezione che me ne è rimasta è semplice: la legge e i contratti fissano il minimo, ma una squadra può decidere di fare di più quando capisce perché le viene chiesto.

Se vuoi preparare un colloquio così, tre domande aiutano a tenerlo sul concreto:

  • « Ti sei accorto di come sono distribuite le chiusure nell'ultimo mese? » (e mostri la mappa);
  • « C'è una data, nei prossimi due mesi, in cui potresti darci una mano? »;
  • « Cosa ti renderebbe più facile farlo? » (un preavviso lungo, un giorno in cambio, una data scelta da te).

Si possono chiedere domeniche lavorative in più a chi ha un tetto?

Chiedere sì, imporre no. Se il contratto di una persona prevede un numero massimo di domeniche, quel tetto vale, e oltre si va solo con il suo consenso. Il colloquio serve proprio a questo: trasformare un obbligo che non c'è in una disponibilità che la persona sceglie.

Prima di parlarne con la squadra, verifica con l'ufficio del personale cosa prevedono il contratto collettivo applicato in azienda e gli accordi individuali di ciascuno: è l'unico modo per sapere cosa si può chiedere e cosa no.

Cosa cambia se il negozio è piccolo

In un punto vendita piccolo, con pochi addetti, non servono colloqui formali: si parla durante il turno. Ma la mappa dei turni scomodi serve ancora di più, perché in una squadra piccola basta una persona sovraccarica per scoprire tutto il calendario quando se ne va.

Anche qui vale la stessa regola: l'aiuto chiesto a chi ha orari protetti è volontario, su date precise, e va ricambiato. E se un veterano dice di no, quel no va rispettato senza farglielo pesare davanti ai colleghi, come si fa con le correzioni nel briefing del mattino.

Cosa fare questa settimana

Prendi i turni dell'ultimo mese e conta, persona per persona, chiusure, sabati e domeniche. Se le righe di alcune persone sono piene e quelle di altre quasi vuote, hai un negozio a due velocità anche se tutti i turni sono in regola. Il primo colloquio fissalo con la persona che, secondo te, ha più margine per dare una mano.

Scritto con l'assistenza dell'AI, rivisto e approvato da Danilo Puglisi il 20 ottobre 2026. Come nascono questi articoli.

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